Un paio di settimane fa, esattamente il sei ottobre, mi trovavo in un bar a bermi un caffè in santa pace, quando mi sono messo a sfogliare una rivista; penso si trattasse di un settimanale. (Era il Venerdì di Repubblica)
Da pochi giorni era scoppiato l’immane casino delle banche fallite negli Stati Uniti (che tutt’ora sta trascinando sempre più settori dell’economia mondiale) e si stava chiaramente parlando del fatto che fosse necessario tirare fuori non so quanti MILIARDI di dollari per salvarle, in modo da evitare che zompassero tutte all’aria con conseguenze devastanti. E brave loro: prima fanno montagne di soldi grazie ad incredibili manovre finanziario-speculative tenendosi i guadagni, ed ora che hanno fatto il botto chiedono aiuto agli Stati, gli stessi che fino a pochi giorni prima venivano per lo più considerati come entità ostili, capaci solo di mettere solo i bastoni fra le ruote, sperando di fare cassa.
Ecco quindi che sono rimasto davvero colpito una vignetta che campeggiava sulle prime pagine di quella rivista. Premetto che la foto era del tutto diversa, ma il testo era esattamente uguale: diciamo solo che mi son preso la libertà di adattare il disegno



