
Giuseppe Cloza - edizioni Stampa Alternativa - isbn 8872264685
Banca Bassotti, ovvero “come difendere i propri risparmi da banche, assicuratori e promotori finanziari”; già il titolo la dice lunga sul contenuto di questo simpatico libro verde di circa 150 pagine, scritte tutte in maniera molto ironica. Il libro in effetti si legge molto bene e non è mai noioso.
L’autore Giuseppe Cloza utilizza lo stratagemma del romanzo (come per esempio Frédéric Beigbeder in “Lire 26.900”), e attraverso le esilaranti disavventure di un impiegato della fantomatica banca Bassotti alle prese con Bot, azioni, fondi comuni e polizze, ci svela i trucchi per accaparrarsi i clienti, nonchè i (numerosi) costi occulti, le (astute) tecniche dei promotori finanziari e le terminologie fumose delle polizze.
” (…) i Bot nacquero una trentina di anni fa come Strumento Temporaneo – così dicevano – per finanziare improvvise e momentanee esigenze di cassa. (…) Ora, siccome queste cose non hanno ancora smesso di farle, ecco che i Bot, da Strumento Temporaneo sono diventati Strumento Perenne. E visto che pagava interessi fantastici, lo Stato si trovò immediatamente nella condizione di dover chiedere altri soldi in prestito (emettendo altri Bot) per pagare gli interessi a chi glieli aveva già prestati, mentre milioni di persone sgomitavano per accaparrarsi nuovi Bot, perchè si era sparsa la voce che pagavano interessi fantastici.
In questo modo oggi si emettono Bot per pagare interessi maturati sugli interessi dovuti a chi percepisce interessi prestando soldi allo Stato perchè paghi interessi a chi glieli aveva prestati prima di lui. Questo meccanismo vlae anche per tutti gli altri tipi di Titoli dello Stato. (…) L’unico modo per sperare di uscire da questo circolo vizioso è quello di abbassare il tasso di interesse. Ci stanno provando con un certo successo e forse in un paio di secoli i conti saranno sistemati.” (pagg. 22/23)
Una menzione particolare spetta al capitolo intitolato: “Istruzioni per difendersi dalla banca Bassotti”, che in parole povere ci insegna a non avere paura di fare domande in banca per timore di figuracce, e innanzitutto NON PRENDERE PER ORO COLATO tutto ciò che vi dicono: le banche sono istituzioni private come le altre e cercano di vendervi i loro servizi. Punto.
“Ricordatevi che la banca è come un suk tunisino: potete contrattare praticamente tutto. Prima di cambiare, vale la pena di vedere quanto sono disposti a venirvi incontro. Se proprio fanno i duri, fatevi prima dare tutti i moduli da firmare per chiudere il conto. Poi, con la penna pronta in mano, maltrattateli con calma.
Non cadete nell’errore di considerare il tasso d’interesse come l’aspetto più importante di un conto corrente. sono finiti i tempi in cui il conto era una forma d’investimento: è un servizio, quindi controllate i costi che vi addebitano. (…) Se vi accorgete che vi hanno addebitato spese eccessive, fatevi restituire i soldi. si chiama “storno”, e non è una specie di uccello, ma un’operazione con la quale vi riaccreditano sul conto quel che non avrebbero dovuto prendere.”(pagg.122-123)
Più che un libro, lo definirei un Manuale di Autodifesa Finanziaria.


