Ricapitalizzare vuol dire, in economia, aumentare il capitale di un’azienda per adeguarlo all’espansione dell’attività o per reintegrarlo dopo una riduzione. ciò si può ottenere tramite il versamento dei soci presenti di nuovo capitale liquido, o attraverso l’emissione di azioni della società, in modo da reperire sul mercato il denaro necessario.
Ovviamente non sempre questo è un vantaggio o meglio, a volte si ricapitalizza a sostegno di nuovi investimenti (e va bene), ma a volte (e non di rado a dire la verità) l’azione di ricapitalizzazione serve solo a salvare aziende che di fatto andrebbero ristrutturate. Esempio molto banale: una società con un capitale di 100mila euro ha debiti per 30mila. Si tratta di una passività che corrisponde a ben il 30% del capitale. Capirete che a questo punto nessuno darebbe più credito a tale società perché troppo indebitata. Se invece decide di effettuare un aumento di capitale, mettiamo ad esempio altri 100mila euro, ecco che improvvisamente le passività di 30mila euro diventano “solo” il 15% del capitale (che ora è di 200mila euro), rendendo tutto sulla carta più accettabile. Come dire che si allunga il brodino…
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