13 luglio 2008
Che cosa voglio fare con questo sito/blog? Ad essere sincero non lo so nemmeno io con precisione. Probabilmente mi troverò molte volte a modificarlo, aggiungendo, togliendo parti o particolari vari. Di una cosa sono certo però: con cadenze variabili (dipenderà dal mio umore, dal tempo libero o dal materiale visionato e/o da visionare) proporrò la recensione dei libri che fanno parte della mia biblioteca personale, e ben presto capirete di quali tipi di letture mi interesso maggiormente. Ogni commento - di qualunque tipo esso sia – verrà preso in considerazione, e farò in modo da non cancellarne nessuno. Ogni consiglio, critica, o suggerimento di lettura sarà benvenuto.
Mi ritengo un buon lettore, abbastanza vorace, ma a scrivere non sono un granché, e i miei sono poco più che semplici “consigli di lettura”, con lo scopo lo scopo di accendere l’attenzione di voi che state leggendo questa pagina davanti al vostro monitor, cosicché magari andrete in libreria ad acquistare uno dei libri che suggerisco. Da quando ho cominciato a bazzicare il mondo dei libri economici, mi sono trovato subito attratto da alcuni generi: più che altro saggistica o comunque volumi che trattano argomenti di interesse ed attualità, come avrete modo di vedere.
Ho capito allora una cosa: al mondo ci sono due modi per tenere all’oscuro la gente riguardo ai fatti che davvero contano, e del fatto che la nostra società sta correndo troppo in fretta:
1) Mandare tutti quanti a vivere su isole sperdute senza aver nessun rapporto con il mondo esterno (ma siamo oltre sei miliardi al mondo, e la cosa mi sembrerebbe un pò difficile);
2) Imbottire tutti quanti di montagne di notizie spazzatura, gossip travestito da fatto-importante-che-non-puoi-perderti, tette e culi in prima serata, tormentoni tratti da fatti di cronaca nera che meriterebbero al massimo le pagine locali, non i notiziari nazionali delle 20, pubblicità travestite da notizie, etc. etc. (questo è più facile da fare, e notevolmente più redditizio).
Al giorno d’oggi per fortuna, grazie specialmente ad internet e ai nuovi media, le notizie girano di più, e pure paesi solitamente refrattari ad aprirsi al resto del mondo alla fine si trovano sotto i riflettori. L’importante è non soffocare in mezzo al marasma generale e capire che cosa merita di essere “studiato”. Ma il libro, il buon vecchio libro con le sue belle pagine di carta, non morirà mai: hai voglia ad inventare e-book o chissà cosa! Sfogliare le pagine di un libro (magari tascabile) avrà sempre il suo fascino….
Mirko Omiccioli
20 Febbraio 2011:
Da quando ho scritto le righe che avete appena letto sopra, ne è passata di acqua sotto i ponti, e le cose sono cambiate nel mondo dell’editoria e della comunicazione in genere. Probabilmente la scossa più grande è stata data dall’ avvento dell’ I-Pad, questa geniale via di mezzo fra un computer portatile ed un cellulare evoluto (o come direbbero i più smaliziati, fra un netbook ed uno smartphone). Il genio e l’inventiva di Steve Jobs, uniti ad una strategia di marketig davvero intelligente, ne hanno fatto un oggetto di culto, tant’è che non appena uscito, questo I-Pad aveva già disponibili un sacco di applicazioni e permetteva di poter leggere un gran numero di giornali, libri e pubblicazioni varie in formato elettronico. C’è stato dapprima un incredibile boom che poi si è naturalmente sgonfiato, ma non tanto da non dover affermare che l’avvento della lettura in formato digitale e non cartaceo è esplosa e con ogni probabilità durerà nel futuro.
Ciò vuol dire che la mia ”crociata” in difesa dei caratteri stampati su carta è persa?
Certo che no.
A quanto pare, e la cosa non può che far piacere a tutti, sia sostenitori della lettura cartacea che quelli del digitale, si è solo aperto un nuovo mercato, ovvero quello della fruizione della cultura in formato elettronico, che ha solo scalfitto il mercato della cellulosa. Ma ora stano andando avanti entrambi. E la cosa non può che essere considerata in maniera positiva, perchè permetterà alle idee di viaggiare più velocemente e chissà, con meno filtri e censure…
Mirko Omiccioli (quello di prima)
E’ prorpio vero! il libro di carta non puo’ essere sostituito dai libri elettronici, ke sono una figata, ma dopo un po’ ti rompi le scatole!
E bavo Mirko!
Mi sei proprio piaciuto. Sono anch’io convinto che il libro non morirà mai. le carte da sfogliare hanno il loro fascino, si memorizzano meglio e, soprattutto, puoi infilarci una miriade di appunti, note, glosse, commenti e rimandi vari, in modo da personalizzarlo a misura e sentirlo veramente tuo, quasi una tua creatura. Credo, infatti, che il libro debba essere vissuto, riletto, insomma studiato, e l’unico modo che conosco è quello di scriverci sopra.
Il libro elettronico non può sostituire l’odore delle paginge di carta. Il lettore sceglie la casa editrice in base alle caratteristiche della carta ed all’odore che lo rendono famigliare e rendono i personaggi reali, vicini. E’ un pò come il mare: la barca a motore non può sostituire la bellezza della barca a vela che ti permette di gustare appieno il frangersi delle onde….
Ciao Mirko, ho trovato il tuo blog per caso, cercando recensioni su “Sobrieta`” di Gesualdi. Hai la mia stima per quello che proponi e per toccare argomenti troppo spesso lasciati andare. Anch’io da qualche tempo mi sono interessato a tematiche sull’ambiente, sul consumo, e sul collasso del nostro pianeta in generale. Scrivo un blog di viaggio, nel quale a volte mi trovo a parlare di questi argomenti, essendo parte del mondo che vedo. Ti vorrei invitare a dare un occhiata, magari nella pagina (in alto) “Come salvare il mondo 1.0″, una mia iniziativa per blogger e non, su come contribuire con un suggerimento a migliorare le cose. Se hai voglia, leggi il primo espisodio, e scrivimi. Ciao, Angelo.
Complimenti, blog molto ricco di spunti interessanti. Anche io ho creato un sito chiamato progetti-ecologici.it.
Vuoi fare una recensìone del tuo blog su progetti-ecologici?
Ciao matteo bianchessi
Ciao, ho visitato il tuo sito trovandolo moltomolto interessante . Mi congratulo con te per la varietà di tematiche che proponi che purtroppo vengono affrontate poco e senza incisività da chi dovrebbe fare “informazione” … grazie ancora di avermi dato l’opportunità di conoscere te ed il tuo sito
Ciao laura bramasole